Ingredienti per scrivere e raccontare il fumetto

Primo post del "corso" di scrittura creativa e narrazione di Marco Cerri:

"Eureka!!" esclamerebbe Archimede Pitagorico, che idea geniale! E' da un'idea che nascono le svariate storie che abbiamo letto noi tutti pubblico di lettori, dalla nostra infanzia fino ad oggi. Ma cos'è un'idea, e dove la troviamo?
Un'idea nasce dalla nostra immaginazione: possiamo partire da un concetto e svilupparlo... può venircene in mente una in qualsiasi posto noi ci troviamo, vedendo la realtà... da un'angolazione diversa.

Cosa vuol dire?

Veniamo al tecnico. Ci troviamo su un autobus, diretti al luna-park, è estate e vogliamo passare una bella giornata con i nostri amici, ancora, siamo nella sala d'attesa del dentista, siamo terrorizzati al sol pensiero che ci debba ficcare in bocca un bisturi e allora, per non pensarci, iniziamo a guardarci intorno: insieme a noi ci sono altri pazienti; ed è lì che arriva l'idea! I passeggeri nostri compagni su un autobus, piuttosto che le persone che ci precedono o succedono dal dentista... non sono semplici persone, sono "storie"!

E da lì inizi a farti un'idea di chi ti circonda: quella signora grassa col nasone e con in grembo un bimbo, è un alieno venuto da un'altra dimensione per conquistare il nostro pianeta! O ancora, quel signore alto e ben vestito... è un agente segreto della CIA venuto a indagare su alcuni aspetti della vita del luna-park per diventarne il possessore assoluto... e quel ragazzo mingherlino che spinge un portapacchi e sta attraversando la strada davanti a noi... è il più grande ladro di opere d'arte al mondo e si è travestito da facchino per non entrare nell'occhio: ha appena rubato un quadro di notevole valore!
Ora capite bene com'è che nascono le idee!

Vediamo se qualcuno accoglie la sfida:
Siete in vacanza? fate qualche fotografia con della gente che vi sembra strana e, tornati in albergo o a casa, analizzate per bene e raccontatemi chi avete incontrato (scrivetemi pure all'indirizzo di posta elettronica marcocerri1@me.com)! Chissà che non incontriate qualche strano individuo venuto da mondi futuri con una macchina del tempo, giusto per passare le vacanze nel passato!

Sperando che tutto sia abbastanza chiaro riguardo all'"IDEA",  parliamo della fase successiva dell'iter di concezione di una storia, che sia una storia a fumetti piuttosto che una storia d'animazione o per il cinema o qualsiasi altro genere narrativo che si avvicina a quanto stiamo studiando insieme: parliamo del "SOGGETTO", la versione ampliata dell'idea, la stesura in cui si inseriscono tutti gli avvenimenti che troveremo lungo la storia.

Scrivere un soggetto non è né un'impresa indicibile, né tantomeno un gioco da ragazzi, Se abbiamo trovato l'idea, abbiamo le informazioni necessarie per sviluppare la storia e possiamo metterci a scriverla. Per scrivere un soggetto d'effetto, abbiamo bisogno di tre cose fondamentali (e che andremo a definire meglio nelle prossime lezioni), ovvero di INCIPIT, CORPO e DESINIT... o, meglio: di un "inizio", uno "svolgimento", ed una "conclusione".

L'incipit è la parte più importante: deve contenere determinati elementi, deve "catturare" fin da subito l'attenzione del "lettore", evitare insomma che dopo le prime righe o le prime vignette, questo ci lasci sullo scaffale della libreria per andare a far altro ;-). Quindi, prima condizione per stilare una storia d'effetto: "catturare l'attenzione del lettore"! Poi, la storia continua: lo svolgimento, la vicenda prosegue e dovrà contenere degli avvenimenti importanti che magari mettano in crisi il protagonista e anche i personaggi con lui coinvolti: momenti di crisi, di difficoltà permanente o temporanea! Questo è il corpo della storia, ovvero la narrazione di tutti gli avvenimenti che succedono nella storia. Avvenimenti che verranno risolti COME, dal nostro protagonista? E con l'aiuto di chi? Se ci sarà mai qualcuno, ad aiutarlo... E com'è che finirà? In bene o in male? In sospeso o...?? E qui siamo al desinit, ovvero la conclusione del racconto che ci ha tenuti col fiato sospeso per pagine e pagine e magari ci terrà ancora col fiato sospeso, perché la nostra potrebbe essere una storia in serie e non autoconclusiva.

Il soggetto vero e proprio, che contiene tutta la storia nelle sue fasi salienti, va scritto al presente e senza dialoghi ma soltanto inserendo le azioni che vengono compiute dai personaggi. Da ultimo vi ricordo di tener presente che il soggetto solitamente, adesso, si scrive a computer in word, una cartella di word (una pagina) equivale all'incirca a 10 tavole della storia a fumetti.

Bene, una volta che l'autore ha sviluppato e scritto per bene il soggetto, cosa fa?, va dal suo editore, con il quale ne discute, se la storia piace, e si arriva ad una decisione che vada bene sia all'autore che all'editore, riguardo alle possibili modifiche da apportare al soggetto; l'autore torna a casa, nel suo studio, e la sistema. Una volta che l'editore ha approvato il soggetto si passa alla fase successiva, ovvero la "SCENEGGIATURA"!

La sceneggiatura non è altro che una serie di fogli contenenti tante informazioni tecniche, una sorta di copione teatrale o cinematografico, dove vengono inseriti termini e abbreviazioni che solo chi è del mestiere può capire (e noi ne parleremo un po' più avanti)!

La scrittura di una sceneggiatura per il fumetto non può prescindere dalla conoscenza del mezzo per il quale si scrive. Infatti, è innanzitutto necessario conoscere il formato del fumetto che si sta scrivendo, che varia a seconda delle case editrici e della testata. Inoltre, ci sono regole ben precise che definiscono come terminare una tavola con una scena di aggancio alla tavola successiva, in special modo alla fine della tavola di una pagina di destra, in cui si possono inserire dei cliffhunger per mantenere la suspense nel page-turning. Ma la cosa fondamentale da tenere in considerazione è che ogni tavola va descritta in fase di sceneggiatura, in maniera da permettere al disegnatore di disegnare la storia tavola per tavola senza tralasciare elementi importanti della vicenda.

Una volta terminata la sceneggiatura, entra in scena una o più nuove figure creative: quella del disegnatore, sempre che a disegnare non sia già chi "scrive" (uno sceneggiatore che disegna anche le sue storie viene definito, con termini di bottega, "Autore completo").

Il lavoro procede con la parte grafica: starà al disegnatore interpretare graficamente le note, le artnotes scritte dal collega sceneggiatore.

Si parte dallo storyboard, ovvero lo studio dell'impostazione delle vignette, del posizionamento dei balloons e delle onomatopee ed un abbozzo dei personaggi e degli ambienti all'interno delle vignette. Una piccola curiosità; i nostri cugini orientali, che disegnano manga, chiamano lo storyboard NAME NOTE.
Dopo lo storyboard, si passa alle matite ovvero al disegno definitivo della tavola su fogli grandi con il segno della grafite. I disegni qui saranno ben definiti e particolareggiati.
Dalla matita al pennino o al pennello, qui entra in scena la china: le tavole vengono inchiostrate, con un metodo che varia da autore ad autore, da editore ad editore: ad esempio, i manga vengono inchiostrati con dei pennini specifici mentre in Disney si procede con pennini tradizionali o pennello.
La fase successiva è quella della colorazione, che può avvenire in digitale o anche a mano.

Di seguito, vi propongo un soggetto già pronto e vediamo se qualcuno accoglie le nuove sfide: chi di voi ha una storia per la testa e vuole provare a farne il soggetto? Seconda prova (sempre per chi vuole): nel soggetto qui di seguito provate a delineare Incipit, Corpo e Desinit e magari a sottolinearne i colpi di scena... Scrivete a marcocerri1@me.com con oggetto "scrivo storie IMIM", le storie più belle riceveranno correzione nell'apposita rubrica del mio blog (www.loscrittorecreativo.blogspot.it)!

 

BELLISSIMA (soggetto cinematografico)
di Cesare Zavattini

Maddalena ha una figlia di sei anni, Maria. Maria non è molto bella, ma per sua madre è bellissima, lo dice sempre. Maria ha anche un leggero difetto di pronuncia e Maddalena non lo trova un difetto ma una qualità. Maddalena ha trent’anni, un carattere vivace e deciso. Lavora come guardarobiera alla Rupe Tarpea e guadagna abbastanza, specie quest’anno che ci sono tanti forestieri, poi se ne va a casa tutta sola ogni notte verso l’alba. A casa c’è il marito, un ottimo uomo che proprio all’alba si alza perché fa il ferroviere e Maria che dorme [sic]. Nel casamento dove abita, piazzale Annibaliano, le donne non hanno molta simpatia per Maddalena che è un po’ superba e mette dei nastri sulla testa della figlia che sembrano bandiere.
Un giorno si annuncia un concorso cinematografico: cercano una bambina di sei anni, per un film molto importante. Maddalena pensa che cercano proprio sua figlia e salta le ore del sonno per portarla allo stabilimento dove il regista deve fare la sua scelta.
Sono molte le mamme che si mettono in movimento per la stessa ragione e Maddalena si trova davanti un numero infinito di concorrenti tra le quali alcune del suo quartiere. Questo accende ancora di più l’ambizione di Maddalena che si propone di vincere la battaglia a ogni costo.
E infatti riesce con la sua intraprendenza a far entrare la figlia tra le venti alle quali verrà fatto il provino entro una settimana.
Questa vigilia del provino è una vera settimana di passione per Maddalena. Le hanno detto che il difetto di pronuncia della figlia è un difetto che potrebbe compromettere la sua scelta. Allora la porta all’Istituto di Rieducazione della voce a Monte Sacro e si dichiara disposta a pagare qualsiasi cifra purché compiano il miracolo di togliere il difetto di pronuncia alla bambina in pochi giorni. Ma non basta: va alla scuola di danza della Ruskaia e vorrebbe che dessero alla figlia alcune lezioni accelerate. Ma qui non ci riesce. Allora prende in casa un’attrice che dia rapidi ammaestramenti a Maria. E tutto questo Maddalena deve farlo di nascosto al marito il quale ha la testa sulle spalle, adora la bambina, e se sapesse che Maddalena sottopone Maria a questi ossessionanti strapazzi reagirebbe certo con energia e severità.
Infatti la povera Maria è davvero stanca, ha subito la mania materna perché lei è timida, ma non ha proprio nessuna particolare qualità. Si è messa a piangere un paio di volte e la madre ha fatto quello che non ha mai fatto, le ha dato perfino uno schiaffo perché la bambina non riusciva a ripetere correttamente una battuta.
Arriva il giorno dei provini. Maddalena vorrebbe entrare nel teatro dove si fanno i provini ma è vietato l’ingresso ai familiari dei piccoli candidati. Allora la sua pena è grandissima. Neanche le sue arti riescono a rompere la consegna. Ma intanto non perde il tempo e si informa di tutta la organizzazione del film. Conosce il nome del produttore e degli altri elementi importanti e accetta la corte di un tale che assicura di avere influenza sul regista, un ispettore di produzione millantatore e un poco losco.
Una sera alla Rupe Tarpea vengono a ballare il produttore e il regista del film. Durante tutta la serata Maddalena in ansia studia il modo di avvicinare i due uomini e di ingraziarseli. E fa una cosa molto grossa: manda a casa a prendere la figlia tutta vestita a festa perché i due la vedano, l’ammirino. Ma quasi quasi Maddalena quella sera perde il posto per le sue prodezze materne. Quando verso l’alba torna a casa fuori c’è l’ispettore di produzione che l’aspetta e l’accompagna a casa con l’evidente intenzione di ottenere da lei qualcosa di concreto. E lei pur di vincere, per la prima volta nella sua vita, si lascia baciare e promette un appuntamento.
Malgrado gli armeggi di Maddalena, Maria viene scartata. Il suo provino risulta dei peggiori. Maddalena riesce con i suoi soliti sotterfugi a vederlo – a vedere la figlia nel confronto con le altre – la povera piccola impacciata Maria. Lì per lì Maddalena vorrebbe fare fuoco e fiamme e perfino prendersela con la figlia. Ma proprio adesso che si accorge che sua figlia non ha nessuna particolare qualità, che il difetto di pronuncia è un difetto e che ce ne sono centomila belle come lei e addirittura belle più di lei, le si rivelano tante cose, per esempio che ha più ambizione che amore per la figlia. E invece di picchiarla, ha una grande voglia di domandare perdono a sua figlia e a suo marito il quale è completamente ignaro di tutto quello che è successo in questa settimana piena di incidenti per nascondere i quali sua moglie gli ha perfino rubato i soldi dal portafoglio.
E se ne va fuori, perché è domenica, con il marito e con la figlia che non hanno mai visto una Maddalena così buona, così umile, così piena di invenzioni per farli ridere e per farli divertire. “Andiamo al cinematografo?” domanda il marito. Maddalena non ne vuole sapere e sbatte gli occhi come per paura e guarda la figlia.

[Dal fascicolo Bellissima conservato all’Archivio Cesare Zavattini di Roma-Reggio Emilia trascriviamo qui di seguito il soggetto schedato come R9e che consta di tre pagine dattiloscritte con numerose correzioni a mano. Tutte le indicazioni manoscritte sono state integrate nel testo. Una versione simile – ma non identica - del soggetto è stata pubblicata nel volume P. Baldelli, Luchino Visconti, Milano, Mazzotta, 1973, pp. 103-5. Questa che presentiamo è perciò da ritenersi tuttora inedita.] (riferimento preso dal sito: http://www.rivistaorigine.it/storia-arte/bellissima-cesare-zavattini-2/)

 


Visitate il blog di approfondimento www.loscrittorecreativo.blogspot.it, spazio entro il quale Marco Cerri ogni mese, parallelamente al corso pubblicato su IMIM, risponderà ai vostri messaggi trattando di soggetti, idee e storie da correggere o per qualsiasi domanda che esiga una risposta riguardo al lavoro dello scrittore/sceneggiatore che potrete mandargli all'indirizzo marcocerri1@me.com.


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Marco Cerri