Quando l’incipit è di serie!

Secondo post del "corso" di scrittura creativa e narrazione di Marco Cerri:

Amici di IMIM, bentornati alla tastiera. Come vi è sembrata la prima lezione del mio corso, di ritorno dalle vacanze estive? Sembrerebbe abbia riscosso un discreto successo, viste le mail cariche di storie che voi tutti mi avete inviato.
P.S.: Le correzioni dei soggetti le trovate, come sempre, sul blog di riferimento www.loscrittorecreativo.blogspot.it .

Nella prima lezione dicevamo: "[...] Per scrivere un soggetto d'effetto, abbiamo bisogno di tre cose fondamentali (e che andremo a definire meglio nelle prossime lezioni), ovvero di INCIPIT, CORPO e DESINIT... o, meglio: di un "inizio", uno "svolgimento", ed una "conclusione" [...]".

Un'anticipazione, intanto: tenete presente lo schema che segue:

Bene, cosa notiamo? Notiamo uno schema che illustra e riassume quanto già detto la volta scorsa e aggiunge qualche piccolo particolare, ovvero il "Climax" e i "punti di crisi", che analizzeremo nelle prossime lezioni. In questa lezione approfondiamo il concetto di INCIPIT.

L’incipit complessivamente all’interno della storia dovrebbe occupare "al massimo" un quarto del narrato... ma come facciamo a stabilirne in modo esatto la lunghezza? Per capirci meglio, in un romanzo l'incipit potrebbe essere l'intera prima pagina del primo capitolo o addirittura anche soltanto le prime parole, le prime due frasi...

Per quel che riguarda il fumetto, abbiamo più spazio da dedicare all'elemento narrativo: "elemento" che può essere anche soltanto una prima pagina se la nostra storia è composta da poche tavole (pagine) o addirittura il primo capitolo; l’importante è riuscire ad esporre in maniera chiara i fatti introduttivi per far capire da subito al pubblico cosa è che vogliamo raccontare ;-)

Nota importante sulla “sezione Incipit” riguarda i personaggi… e, soprattutto, il protagonista: prima il lettore capisce chi è il personaggio (o anche elemento, dipende da ciò che vogliamo narrare) principale (e/o comprimari) e prima la vicenda è chiara. E' possibile tuttavia raccontare una storia in cui il protagonista entri in scena in un secondo momento, più avanti, cioè nel classico "momento del bisogno e dell’azione": ciò non è detto che sia un errore, ma in linea di massima è sconsigliato!

Nell’incipit è necessario fornire al lettore delle premesse, quei fattori che servono ad entrare nell’azione, nel clou delle vicende.. ma... attenzione a NON SVELARE TROPPO, altrimenti si rischia il venire a meno della suspense necessaria per il “corpo” della storia.

Riassumendo, i punti principali che servono per strutturare il nostro incipit sono:
- Stabilire la lunghezza dell’introduzione della storia;
- Presentare al lettore il prima possibile il Protagonista ed eventuali comprimari;
- Esporre chiaramente quelle che sono le premesse della storia, per far comprendere di "cos'è che stiamo trattando", evitando banalità e cercando di suscitare da subito interesse ed emozione su chi legge.

Analizziamo adesso i vari tipi di incipit possibili...

Azione!
Incipit, “in medias res”.
E torniamo ai latinismi, "in medias res" significa appunto “in mezzo alle cose”. Cosa si intende con questa affermazione? Si intende un inizio magari un po’ lento (corto meglio, ma non troppo lento), non  noioso però. Un incipit che renda un’idea della  quotidianità in cui vive e si trova il nostro Protagonista (con la "P" maiuscola ;-) ), ma che all’improvviso, per qualche strano motivo che verrà poi spiegato in seguito, viene catapultato (e con lui anche il lettore, che DEVE necessariamente, per "esser catturato", immedesimarsi in LUI!) in una situazione di azione, di caos, di tensione.
La presentazione dei personaggi e delle vicende secondarie verrà curata in seguito.

Partendo dal mezzo della vicenda…
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”, cita un famoso proverbio; ovvero... se vogliamo tardare l’azione, possiamo ricorrere al metodo dell’incipit “in flash forward” ovvero con una scena presa dal futuro della nostra storia, si introduce la vicenda con la scena più drammatica o comica o assurda del nostro racconto, e da lì si parte catturando subito l’attenzione del lettore.
Didascalie classiche, del tipo: “Come si è imbattuto il nostro eroe in questa vicenda burrascosa?”. Una volta arrivati, poi, a raccontare la scena proposta dall'incipit, si continuerà svelando il seguito o comunque il finale.

…o dal finale!
Perché non introdurre una storia con la scena finale? Avremo lo stesso risultato di una storia introdotta con l’incipit del tipo precedente (partente da metà del racconto). Tecnicamente questo viene definito “Incorniciatura” ed è particolare per la presenza di un "desinit particolare" che (come "desinit") parte dal fondo e la storia viene quasi raccontata a ritroso.

...oppure, ancora...
Se non vogliamo rischiare di sprecare l’effetto “colpo di scena finale”, possiamo fare in modo che l'incipit sia la narrazione di una vicenda precedente a quella che si stà per aprire…

La storia ciclica
E’ parente stretta dell’”Incorniciatura”. Si tratta di quel genere di storie in cui il protagonista nell’incipit fa una scelta che determinerà poi tutto il resto del racconto ma dove, tuttavia, nel desinit il protagonista si troverà nella sua stessa situazione iniziale.
E’ un buon metodo di narrazione ma non si adatta a qualsiasi tipo di trama.

Incipit in flashback
E' un'antica regola di narrazione, quella che dice: “Show, don’t tell”; ovvero, “Mostra, non dire”! Un espediente interessante da poter utilizzare per storie sia realistiche che comiche. Si parte da un avvenimento tratto dal passato e se ne raccontano i fatti e/o le conseguenze che avvengono nel presente. Un buon metodo per evitare didascalie magari troppo noiose trasformandole in una introduzione avvincente ed intrigante!

I metodi narrativi che abbiamo affrontato fin qui riguardo l’incipit si adattano ad una vasta varietà di racconti. Ora sta a voi verificare quale meglio si adatti alla storia che avete in serbo di scrivere e raccontare. C'è da dire, inoltre, che per rendere l’incipit il più attraente possibile ci sono trucchi che solo con l’esperienza si possono apprendere ed applicare. Ma non finisce qui: bisogna anche essere in grado di creare il giusto "aggancio" fra la prima parte del racconto ed il corpo della storia... e di questo ci occuperemo sicuramente in una delle prossime lezioni!
Buona scrittura a tutti.

 


Visitate il blog di approfondimento www.loscrittorecreativo.blogspot.it, spazio entro il quale Marco Cerri ogni mese, parallelamente al corso pubblicato su IMIM, risponderà ai vostri messaggi trattando di soggetti, idee e storie da correggere o per qualsiasi domanda che esiga una risposta riguardo al lavoro dello scrittore/sceneggiatore che potrete mandargli all'indirizzo marcocerri1@me.com.


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Marco Cerri