Un CORPO in perfetta forma...

...anche senza andare in palestra!

Terzo post del "corso" di scrittura creativa e narrazione di Marco Cerri:

Nelle scorse settimane si sono svolti alcuni eventi che mi hanno toccato in prima persona e del quale vorrei rendervi partecipi, ovvero l’edizione di quest’anno di uno degli eventi più importanti dell’anno per un fumettista, o uno sceneggiatore, o entrambi, il Lucca Comics and Games 2014 e l’apertura del corso accademico, subito dopo Lucca, presso l’Accademia Europea di Manga. Il primo ve lo consiglio, visto il tema di questo sito, e sinceramente sono convinto che sicuramente la maggior parte se non tutti quelli che seguono questi tutorial ci siano andati. E’ stata un’occasione per informarmi su dove gli editori di fumetti in genere stanno puntando per le loro nuove pubblicazioni, ma è sempre anche motivo di svago e ricerca di fumetti da collezione, e ve lo confido, anche a me capita di cercare fumetti rari!

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Secondariamente, l’Anno accademico presso l’Accademia Europea di Manga è stato il motivo per cui questa volta non sono stato puntuale come sempre con l’uscita del presente articolo…

Ma veniamo a noi e riprendiamo il filo del discorso da dove lo avevamo lasciato lo scorso mese. Se non erro, e da fonti archivistiche questo sito me lo conferma, abbiamo trattato i vari tipi di Incipit, spero vi siate esercitati abbastanza si perché oggi parleremo di come introdurre il nostro lettore nel centro della nostra storia, nel cosiddetto Corpo.

Quando raccontiamo una storia, dobbiamo pensare a cinque cose fondamentali più una,  rifacendoci a quanto diceva il romanziere inglese Kipling (1865-1936), bisogna tener conto di cinque elementi, le 5 W che nella sua lingua stanno ad indicare l’iniziale di cinque parole, ovvero; Who (chi) Where (dove) When (quando) What (cosa) Why (perché).

Analizziamoli:

  • CHI. Chi sono il protagonista e l’antagonista? Chi i personaggi principali? Come già detto in precedenza, questi devono esser presentarli il più presto possibile per far sì che il lettore si emozioni ed immedesimi in loro.
  • DOVE - Ovvero: dove si svolge la vicenda, qual è il “teatro” della nostra storia, o commedia, dove siamo, dov’è ambientata la nostra narrazione? Spieghiamo al lettore dove ci troviamo per creare suggestione ed interesse oltre che coinvolgimento nel lettore.
  • QUANDO; Il tempo in cui si svolge la storia, il momento in cui avvengono i fatti porta alla decisione di scelte importanti: se decidiamo di ambientare la storia nel passato è necessario, se non d’obbligo, fare ricerche e documentarsi per rendere ancora più vera e reale la narrazione; parimenti se decidiamo di ambientarla nel futuro, dovremo anche lì documentarci con film e libri di fantascienza per non ricadere nel “già visto”.
  • COSA; chiedersi il “COSA” è domandarsi quale sia l’oggetto della storia, della narrazione. Dobbiamo aver ben chiaro cosa vogliamo raccontare altrimenti rischiamo di avere un soggetto poco interessante e che in più, magari, non funziona; quindi chiediamoci “cosa è che avviene realmente nella storia che vogliamo raccontare”, e soprattutto ricordiamoci di essere coerenti con le nostre scelte narrative!
  • PERCHE’; Perché succede questo e non quello? Perché il nostro protagonista si comporta in un certo modo di fronte ad una determinata situazione? Perché il suo avversario non lo attacca, o finge di essere suo amico? Una serie di interrogativi che ci aiutano a decidere come comportarci e perché scegliere di far agire in un modo o nell’altro i personaggi è utile per raccontare una storia che sia ben costruita.
  • COME; Se il successo dell’eroe (salvo inconvenienti che potremmo incontrare nel desinit) sembra scontato, il “come riuscirà nella sua impresa (l’eroe)” rimane la nostra “ciliegina sulla torta”, ingrediente fondamentale che potrà dare alla storia ancora più sapore ed enfasi. E’ l’elemento sostanziale che contribuisce a far sì che il lettore riesca facilmente ad immedesimarsi nel protagonista. La rivelazione del “come” avvengono i fatti la scopriremo all’interno del CORPO.

Analizziamo insieme il CORPO.

Vi sono diversi modi per sviluppare il corpo. L’importante è (come abbiamo già detto in precedenza) che il racconto non vada da un punto all’altro senza che qualcosa avvenga:

…ma che ci siano avvenimenti che chiamino in causa il lettore, ovvero “punti di crisi” per la vicenda e per i protagonisti:

Come vediamo nella prima immagine, se la nostra storia va da incipit a desinit in maniera piatta questa non sarà affatto interessante; se invece accade qualcosa, allora la storia oltre che ad essere interessante sarà anche più intrigante e attirerà sicuramente di più il pubblico.

In effetti lo “scrivere storie” è da considerarsi un vero e proprio lavoro di “problem solving”, di risoluzione di uno o più “problemi”. Stiamo parlando del cosiddetto Paradigma del racconto, giusto per usare qualche termine di bottega. Vediamo insieme alcuni esempi di costruzione del paradigma:

La schidionata. Lo schidione - grande spiedo dove vengono infilzati polli o altra carne - in scrittura si intende come “tecnica di racconto per storie umoristiche”. E’ una sorta di “infilzamento” di eventi della storia: viene presentata in generale una situazione che va da un punto di inizio ad uno di conclusione in cui si mettono in fila una serie di eventi divertenti e umoristici per intrattenere il lettore. Non si altera così la trama del racconto. Tecnica molto usata e facile da mettere in pratica.

La “storia a gradini”, ovvero una vicenda strutturata per eventi in successione, uno dietro l’altro: il protagonista deve risolvere una serie di problemi, a gradini. E’ una tecnica molto interessante. A differenza della schidionata, se a questa togli un evento la storia si blocca: strutturata in maniera rigorosa, porta il lettore da incipit a desinit… come dire… “con il fiato sospeso”, senza fare in modo che si annoi!

Esistono anche altri metodi di paradigma della narrazione, ma per questa lezione ci fermiamo qui: proseguiremo il discorso con i prossimi interventi. Per il momento focalizzatevi sul fatto che la narrazione della nostra storia deve necessariamente somigliare ad una strada con continue curve, tante svolte in successione per catturare il lettore e non fargli mai dire: “Che noia!”

Vediamo adesso chi è che accoglie la sfida del mese: chi mi manda un soggetto che usi o la tecnica della schidionata o della storia a gradini? Come sempre mandate il tutto con una mail all’indirizzo marcocerri1@me.com con oggetto “Scrivo Storie” !

Buona scrittura a tutti e arrivederci alla prossima puntata ;-)

 


Visitate il blog di approfondimento www.loscrittorecreativo.blogspot.it, spazio entro il quale Marco Cerri ogni mese, parallelamente al corso pubblicato su IMIM, risponderà ai vostri messaggi trattando di soggetti, idee e storie da correggere o per qualsiasi domanda che esiga una risposta riguardo al lavoro dello scrittore/sceneggiatore che potrete mandargli all'indirizzo marcocerri1@me.com.


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Marco Cerri