Le meraviglie dell'animazione e del cinema

E' grazie ai fratelli Luis e Auguste Lumière, inventori a fine 800 di un apparecchio chiamato "cinématographe" (cinematografo, in italiano), se oggi si possono ammirare favolosi film al cinema e in tv.

Nel dicembre 1895 il cinematografo fu mostrato per la prima volta al pubblico, al gran Café del Boulevard des Capucines a Parigi e da lì in poi, con un percorso non breve, la tecnologia avrebbe potuto regalarci strumenti sempre più sofisticati per la ripresa e la proiezione di pellicole da "storia del cinema", dal famosissimo cortometraggio del 1896 (girato dai "soliti" fratelli Lumière) "L'Arrivée d'un train en gare de la Ciotat", film 35 mm bianco e nero, muto, della durata di 45 secondi circa, per la prima proiezione del quale si racconta che gli spettatori del cinema, pensando di essere investiti da un treno in movimento, fuggirono spaventati dalla sala.

Si parla di cinema muto, quando il fenomeno si espande prima su tutta Europa e poi sul resto del mondo per l'epopea dei film americani di Hollywood, quando negli anni venti parlando degli attori si espande anche il fenomeno del "divismo", la divinazione di un individuo legata a ciò che questo rappresenta nell'immaginario collettivo della gente. Di quegli anni ricordiamo attori del calibro dell'italiano Rodolfo Valentino, divenuto famoso proprio grazie ad Hollywood. Si narra che fu proprio alla sua morte che nacque l'inedito fenomeno di necrofilia divistica, atti di fanatismo che continuavano a sancire il mito di quello che rimaneva il più grande divo cinematografico del mondo, anche da morto.

« La morte di Valentino è una delle più grandi tragedie che abbia mai colpito il mondo cinematografico. Come attore egli possedeva arte e distinzione. Come amico, riscuoteva affetto e ammirazione. Noi che apparteniamo all'arte cinematografica, con la sua morte perdiamo un carissimo amico ed un compagno di grande valore. »

(Charlie Chaplin)

Altri attori europei divennero, in quegli anni, famosi grazie ad Hollywood: il già citato Charlie Chaplin ("Il monello", "La febbre dell'oro", "Luci della città" e tanti altri) e Stan Laurel (lo "Stanlio" della famosissima accoppiata "Stanlio & Ollio") ne sono due classici esempi, per il cinema comico.

La storia del cinematografo passa poi, più tardi, attraverso grandi produzioni come quelle di "Ben Hur" e di "Titanic", riconoscimenti importanti da festival del cinema come "La notte degli Oscar" e le varie manifestazioni come quella di Cannes e, in Italia, di Venezia.

Oggi, con il computer e gli effetti speciali si possono ricreare ambienti, situazioni che nella realtà non esistono neppure... si possono "clonare" comparse e far "rivivere" personaggi e persone (come nel caso di "Forrest Gump", film di Robert Zemeckis del 1994 nel quale il protagonista Tom Hanks incontra e conosce Elvis Presley, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, John Lennon, George Wallace e Richard Nixon).

Tra le figure che fanno parte di quella che comunemente viene denominata "produzione cinematografica", oltre agli attori troviamo registi, sceneggiatori, scenografi, montatori e poi truccatori, doppiatori, addetti al sonoro (e già, perché il cinema, oggi, non è più semplicemente muto!), comparse, addetti al casting...

Parallelamente, poi, si sviluppa anche l'industria dell'animazione (dei cartoni animati, per intendersi), nata in realtà addirittura prima del cinema con le iniziali espressioni tramite taumatropio, fenachistoscopio, zootropio, cineografo, prassinoscopio, teatro ottico e cinetoscopio, che si consacra, passando prima obbligatoriamente attraverso la realizzazione di storie di breve durata, grazie al mito di Walt Disney che, con il primo lungometraggio prodotto completamente a colori "Biancaneve e i sette nani" (1937), dà il via ad una lunga serie di cartoni animati realizzati prima con il tradizionale metodo delle cels dipinte a mano, poi con un sistema digitale di colorazione e combinazione di disegni digitalizzati sviluppato per la Disney dalla Pixar.

Ma l'animazione non rimane soltanto dominio americano: è in giappone che si sviluppano i famosissimi "anime" per la produzione seriale televisiva, cartoni animati ispirati perlopiù dalle storie dei manga, i fumetti giapponesi. E' dal giappone che vengono esportati in tutto il mondo, negli anni 70, i cartoni animati sui robot e mecha tipo "Goldrake", "Mazinga", "Mazinga Z", "Jeeg robot d'acciaio".

Ultima nota per la "computer animation", che è una tecnica che si sviluppa a partire dagli anni 60 e che fa vedere sempre più l'intervento dei computer nelle fasi di realizzazione dei cartoni animati. Il primo lungometraggio completamente prodotto in computer animation è (strano, vero? ;-) ) della Disney, "Toy story - Il mondo dei giocattoli", grafica computerizzata tridimensionale (3D).

Oggi il computer può dare la possibilità a chiunque (molteplici sono i programmi di animazione digitale) di creare il proprio cartone animato, con un minimo (questo concedetemelo, è d'obbligo) di preparazione sull'argomento e di istruzione sulle funzioni base.


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Emanuele Upini